Rischio cancerogeno

Ai fini della protezione da agenti cancerogeni e mutageni (Titolo IX – Sostanze Pericolose, D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.), “il datore di lavoro che utilizza agenti cancerogeni/mutageni, quali definiti dall’art. 234, è tenuto ad evitare o ridurre l’utilizzazione dell’agente cancerogeno o mutageno sul luogo di lavoro, mediante le seguenti misure, indicate in ordine prioritario e tutte strettamente correlate alla loro effettiva fattibilità tecnica:

– sostituzione dell’agente con altro agente che, nelle condizioni in cui viene utilizzato, non risulta nocivo o risulta meno nocivo per la salute e la sicurezza dei lavoratori;

– impiego di un agente in un sistema chiuso purché tecnicamente possibile;

– riduzione dei livelli di  esposizione dei lavoratori al più basso valore tecnicamente possibile”.

In ogni caso l’esposizione non deve “superare il valore limite dell’agente stabilito nell’Allegato XLIII” del D.Lgs. 81/2008.

 

Gli obblighi indicati non possono prescindere da una corretta valutazione del rischio laddove “è necessaria l’individuazione delle condizioni in cui gli agenti sono utilizzati o la valutazione dell’entità del rischio cui il lavoratore è potenzialmente esposto nell’esercizio delle proprie specifiche attività”.

I parametri da considerare devono includere:

– caratteristiche delle lavorazioni;

– durata e frequenza di esposizione;

– quantitativi di agenti cancerogeni o mutageni prodotti, ovvero utilizzati, e della loro concentrazione;

– capacità dell’agente di penetrare nell’organismo per le diverse vie di assorbimento in relazione al proprio stato di aggregazione.

 

Studio S@S S.r.l. è a disposizione per effettuare tale valutazione anche alla luce di monitoraggi ambientali e personali da svolgere durante le attività a rischio.

 

I risultati ottenuti dai campionamenti verranno utilizzate per verificare il superamento dei valori limite e l’efficacia delle misure di prevenzione e protezione messe in atto o per approfondire l’analisi del rischio di situazioni rimaste incerte.