Rischio chimico

Il TITOLO IX del D.Lgs 81/08, tratta della “Protezione da Agenti Chimici” definendo gli agenti chimici, tutti gli elementi o composti chimici, sia da soli sia nei loro miscugli, allo stato naturale o ottenuti, utilizzati o smaltiti, compreso lo smaltimento come rifiuti, mediante qualsiasi attività lavorativa, siano essi prodotti intenzionalmente o no e siano immessi o no sul mercato.

Il datore di lavoro deve effettuare la valutazione del rischio chimico in modo preventivo, all’inizio dell’attività lavorativa, valutando anche i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ed eseguire aggiornamenti in occasione di mutazioni del ciclo produttivo, della tipologia delle sostanze utilizzate o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne mostrino la necessità.

Il legislatore fornisce indicazioni circa gli strumenti che possono essere utilizzati per effettuare tale valutazione. Di fondamentale importanza, i Regolamenti CE REACH e CLP ed il Regolamento UE 453/2010, che costituiscono normative di prodotto, per introdurre all’interno dell’ Unione Europea un nuovo sistema di classificazione ed etichettatura delle sostanze chimiche basato sul Sistema Mondiale Armonizzato delle Nazioni Unite (GHS ONU).

Studio S@S S.r.l. utilizza sia stime qualitative di rischio che un modello di calcolo validato, da utilizzarsi nei casi in cui non siano noti a priori i livelli di rischio. Le misure degli inquinanti, infine, potranno essere valutate per verificare il superamento dei valori limite e l’efficacia delle misure di prevenzione e protezione messe in atto o per approfondire l’analisi del rischio di situazioni rimaste incerte. Quando il rischio risulta essere non basso per la sicurezza e non irrilevante per la salute e quando non è possibile sostituire l’agente chimico pericoloso, sarà necessario attuare misure specifiche di protezione e prevenzione, come ad esempio sottoporre i lavoratori a sorveglianza sanitaria, preventiva e periodica.