Rischio Radon

Il Radon è un gas naturale radioattivo, inodore, incolore ed insapore. Si accumula all’interno di ambienti chiusi diventando estremamente pericoloso per la salute. Le particelle alfa prodotte dal decadimento radioattivo del gas inalato possono infatti causare danni irreparabili alle cellule polmonari.

Il Radon fuoriesce naturalmente dal terreno, dall’acqua e da alcuni materiali da costruzione.

Viene emesso infatti da qualsiasi materiale di origine naturale che presenta tracce, anche piccole, di uranio (es. granito, tufo, porfido, basalto, cementi pozzolanici ecc.).

Il principale meccanismo che provoca l’ingresso del gas Radon in un ambiente chiuso è la differenza di pressione tra l’ambiente esterno ed interno.

La pressione all’interno della casa o dell’ambiente lavorativo è spesso leggermente inferiore a quella dell’ambiente circostante e quindi anche a quella del terreno sottostante: il Radon tende così ad entrare nelle case dal terreno sottostante attraverso tutte le aperture comprese giunture e piccole crepe difficili da individuare.

Il Capo III bis del D. Lgs. 230/95, introdotto dal D. Lgs. 241/00, contiene disposizioni che si applicano alle attività lavorative nelle quali la presenza di sorgenti di radiazioni naturali (ad es. il gas radon) conduce ad un aumento dell’esposizione dei lavoratori.

In particolare tra tali attività sono comprese le “attività lavorative durante le quali i lavoratori e, eventualmente, persone del pubblico sono esposti a prodotti di decadimento del radon o del toron o a radiazioni gamma o a ogni altra esposizione in particolari luoghi di lavoro quali tunnel, sottovie, catacombe, grotte e, comunque, in tutti i luoghi di lavoro sotterranei” (Art. 10-bis).

Per ottemperare agli obblighi previsti dal suddetto Decreto, è necessario effettuare misurazioni della concentrazione di Radon negli ambienti di lavoro e verificare l’eventuale superamento del livello di azione (500 Bq/m3 di concentrazione di attività di radon media in un anno). Conseguentemente occorre valutare il rischio per i lavoratori esposti e la necessità di opportune azioni di rimedio da adottare per abbassare le dosi ai lavoratori.