Rischio silice

Alcuni settori e attività possono esporre i lavoratori all’inalazione di polveri di silice che, come ormai comprovato da numerosi studi, risultano essere altamente tossiche.

La silice, fra i minerali più abbondanti sulla terra, entra a far parte di molti processi produttivi.
I settori lavorativi in cui l’uso di tale materiale espone i lavoratori ad alto rischio sono il minerario, le fonderie,i cementifici, le lavorazioni agricole, la lavorazione del vetro e della ceramica, e laddove si usino abrasivi, per esempio nel settore tessile nella sabbiatura dei jeans.

L’inalazione della silice libera cristallina, frazione respirabile, può comportare l’insorgenza di una malattia polmonare definita “silicosi” dovuta principalmente al quarzo, contenuto in grande quantità nelle rocce (arenarie, argille, graniti, porfidi…).

Diventa perciò importante valutare correttamente l’eventuale esposizione a questo rischio (obbligo di legge del datore di Lavoro); esso può essere individuato attraverso una preliminare indagine strumentale da effettuarsi in ogni reparto produttivo ove sia possibile ipotizzare presenza di silice.
L’indagine strumentale consiste nell’esecuzione di campionamenti personali, estesi a tutto il personale esposto nelle aree oggetto di indagine. Per quelle aree o fasi interessate dalla presenza di più addetti, il campionamento viene effettuato su una o più persone scelte fra il gruppo, in modo che esse siano rappresentative dell’esposizione dell’intero gruppo nonché in punti specifici dell’ambiente di lavoro scelti in funzione dell’individuazione puntuale della presenza di rischio.
I campionamenti sono finalizzati alla determinazione della sola frazione resporabile, contenente forme allotropiche di silice cristallina.

Al termine del campionamento verrà redatto un documento tecnico contenente i risultati ottenuti e, ove si riscontri un superamento dei valori limite di esposizione, verranno indicate le azioni di prevenzione e protezione da attuare.